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Sono un fan di Fabrizio Corona.
Una società basata solo sull'immagine, come testimonia l'articolo del Financial Times, genera personaggi.
Nulla di nuovo in realtà, è almeno dagli anni 60 che che questo avviene, da quando l'Italia è passata dal medioevo al postmoderno.
L'unica differenza è che questi personaggi una volta uscivano dalla penna di Flaiano e Pasolini, oggi invece sono generati da Federico Moccia (che Allah scateni la sua ira).
Non a caso una volta per rappresentare questa società occorrevano Mario Monicelli, Dino Risi, Bolognini e Fellini dietro la macchina da presa e i 4 cavalieri della commedia all'italiana (Tognazzi, Gasman, Sordi e Manfredi), più delle sgallettate che rispondevano al nome di Sandrelli, lollobrigida, Spack; oggi invece bastano Muccino,. scaMarcio, Raul Bova e le veline.
Quella che viene fuori è una società piatta senza spunti interessanti, nei festini raccontati da Woodckok, non si faceva nulla che Pasolini e Fellini non avevano raccontato 40 anni fa.
Quanti Briatore, quanti Lele Mora, quante Stelline pronte a far carriera a colpi di pompe sono passati nelle sceneggiature e nei romanzi degli anni grandi del cinema e della letteratura italiana, ma di allora èer lo meno avevano una storia, avevano un aspetto interessante da raccontare, oggi invece sono standardizzati, sono tutti uguali, senza spunti, senza appeal, figli di una televisione omologatrice, ma anche di una rete "democratica" che ha fatto diventare una star una ragazzotta friulana che ha girato un video dove cantava spogliandosi (sai che novità!).
In mezzo a questo piattume-pattume, Corona si erge quasi a superuomo nietzchiano-
Non c'è niente da fare, sempre a testimoniare una società italiana ferma, "lettera ad una professoressa" di don Milani è sempre valida, Corona è figlio di un importante giornalista e scrittore e non un povero disgraziato pronto a tutto per emergere. E' un cinico che sa sapendo di vivere nel "peggiore dei mondi possibili" sfrutta la situazione a suo vantaggio, è un uomo che conosce la debolezza degli uomini e le sfrutta per far soldi.
Insomma un vero bastardo, anzi un "mostro", ma un mostro degno di essere diretto da Monicelli ed interpretato da Gasman e in questa società monotona e ripetitiva non è proprio poco.
